Sgombero appartamento con forte accumulo e barbonismo domestico in zona Tiburtina

Data Lavoro

15-luglio-2026

Zona

Tiburtina

Tipo Servizio

Sgombero appartamenti accumulo/barbonismo/sindrome Diogene

Spazio

Appartamento

Dati principali dell’intervento

Motivo dello sgombero:

Intervento richiesto dai parenti a seguito di forti odori provenienti dall’appartamento e reclami da parte dei vicini


Metratura o volume:

Circa 75 m²


Squadra e durata:

Quattro addetti per due giorni di sgombero; tre addetti per un giorno di sgrosso; tre addetti per due giorni di tinteggiatura; due addetti per un giorno di pulizia finale

Appartamento liberato e tinteggiato dopo lo sgombero accumulo/barbonismo/sindrome di Diogene in zona Tiburtina

Descrizione Breve

15 luglio 2026 — In zona Tiburtina, Roma Sgomberi ha avviato un intervento completo all’interno di un appartamento di circa 75 m² caratterizzato da un forte accumulo/barbonismo/sindrome Diogene di oggetti e materiali distribuiti nei diversi ambienti. Il lavoro era stato richiesto dai parenti a seguito della presenza di forti odori provenienti dall’abitazione e di ripetute segnalazioni da parte dei vicini.


L’intervento ha compreso sei giornate operative consecutive, dal 15 al 20 luglio 2026, articolate in più fasi: sgombero, selezione e raccolta degli oggetti, pulizia di sgrosso, tinteggiatura di soffitti e pareti e pulizia conclusiva dopo l’imbiancatura.


La prima fase è stata eseguita da quattro addetti in due giornate. Gli oggetti presenti sono stati selezionati direttamente sul posto e suddivisi in sacchi distinti, mentre alcuni mobili sono stati conservati secondo le indicazioni ricevute. L’organizzazione progressiva ha permesso di liberare le stanze e rendere accessibili le superfici.


Una volta terminato lo sgombero, tre addetti hanno eseguito una giornata di pulizia di sgrosso. Sono quindi intervenuti tre operatori per due giornate di tinteggiatura, seguiti da due addetti incaricati della pulizia finale.


La logistica richiedeva attenzione perché l’appartamento si trovava al quarto piano. L’ascensore poteva essere utilizzato solo per una parte delle operazioni; parte della movimentazione è quindi avvenuta attraverso le scale. Il cortile condominiale e la distanza del furgone dal punto di uscita hanno inoltre allungato il percorso necessario per il trasferimento dei materiali.


Al termine dell’intervento, l’appartamento risultava liberato dagli oggetti non conservati, pulito, tinteggiato e lasciato in condizioni ordinate e nuovamente fruibili.

Situazione iniziale


Prima dell’intervento, l’appartamento si presentava fortemente occupato da oggetti e materiali di diversa natura, distribuiti senza un’organizzazione uniforme nei vari ambienti. La quantità degli ingombri riduceva i passaggi e rendeva difficile utilizzare normalmente le stanze.


Il lavoro era stato richiesto dai parenti dopo la segnalazione di forti odori provenienti dall’abitazione e di reclami da parte dei vicini. Questa situazione rendeva necessario intervenire rapidamente per liberare gli spazi, rimuovere gli oggetti non destinati a essere conservati e preparare l’appartamento alle successive operazioni di pulizia e tinteggiatura.


Gli oggetti presenti erano mescolati tra loro e richiedevano una selezione direttamente sul posto. Non tutto doveva essere rimosso: alcuni mobili dovevano rimanere nell’appartamento, mentre il resto del contenuto doveva essere raccolto, suddiviso e portato all’esterno.


La situazione richiedeva quindi un lavoro preliminare di riconoscimento e organizzazione. Non era possibile procedere con una rimozione indistinta, perché bisognava separare ciò che doveva essere conservato da ciò che era destinato allo sgombero.


La superficie complessiva indicata era di circa 75 m². La presenza degli oggetti occupava una parte consistente degli ambienti, limitava la visibilità delle superfici e impediva di iniziare direttamente la pulizia di sgrosso.


L’appartamento si trovava al quarto piano. L’ascensore era disponibile soltanto per una parte delle operazioni e non poteva essere utilizzato per l’intero flusso della movimentazione. Una parte dei carichi doveva quindi essere trasportata attraverso le scale.


Anche il percorso esterno richiedeva organizzazione. Tra il punto di uscita, il cortile condominiale e la posizione del furgone era presente una distanza da coprire manualmente con i materiali preparati.


Prima dello sgombero, le condizioni dell’appartamento non permettevano di procedere direttamente con la tinteggiatura. Era necessario liberare gli spazi, separare i materiali, effettuare una pulizia di sgrosso e rendere accessibili pareti, soffitti e superfici.

Organizzazione dell’intervento


Il lavoro è stato organizzato come una sequenza di lavorazioni distinte, distribuite su sei giornate operative consecutive dal 15 al 20 luglio 2026.


La priorità iniziale era liberare gli ambienti e ridurre la quantità di oggetti presenti, così da rendere accessibili i passaggi e preparare l’appartamento alle successive lavorazioni. Quattro addetti hanno lavorato per due giornate selezionando il contenuto, conservando i mobili indicati e suddividendo il resto degli oggetti in sacchi distinti.


La separazione è stata effettuata direttamente all’interno dell’appartamento. Questa modalità ha evitato di trasferire all’esterno materiali mescolati senza criterio e ha permesso di mantenere una distinzione tra ciò che doveva rimanere e ciò che doveva essere rimosso.


Gli ambienti sono stati liberati progressivamente, mantenendo i passaggi necessari alla movimentazione. I materiali venivano preparati, chiusi nei sacchi e trasferiti verso l’esterno secondo un flusso cadenzato.


Concluso lo sgombero, tre addetti hanno eseguito una giornata di pulizia di sgrosso. Questa fase ha permesso di rimuovere lo sporco e i residui rimasti dopo lo spostamento degli oggetti e di preparare le superfici alla tinteggiatura.


La fase successiva ha interessato soffitti e pareti. Tre operatori hanno lavorato per due giornate, completando la tinteggiatura degli ambienti ormai accessibili.


Al termine dell’imbiancatura, due addetti hanno effettuato una giornata di pulizia conclusiva, raccogliendo i residui delle ultime lavorazioni e lasciando l’appartamento ordinato.


La logistica è stata integrata nella programmazione delle diverse fasi. L’uso parziale dell’ascensore, le scale, il cortile condominiale e la distanza del mezzo richiedevano carichi progressivi e un coordinamento continuo tra gli operatori.

Prima dell’intervento, l’appartamento si presentava fortemente occupato da oggetti e materiali di diversa natura, distribuiti senza un’organizzazione uniforme nei vari ambienti. La quantità degli ingombri riduceva i passaggi e rendeva difficile utilizzare normalmente le stanze.


Il lavoro era stato richiesto dai parenti dopo la segnalazione di forti odori provenienti dall’abitazione e di reclami da parte dei vicini. Questa situazione rendeva necessario intervenire rapidamente per liberare gli spazi, rimuovere gli oggetti non destinati a essere conservati e preparare l’appartamento alle successive operazioni di pulizia e tinteggiatura.


Gli oggetti presenti erano mescolati tra loro e richiedevano una selezione direttamente sul posto. Non tutto doveva essere rimosso: alcuni mobili dovevano rimanere nell’appartamento, mentre il resto del contenuto doveva essere raccolto, suddiviso e portato all’esterno.


La situazione richiedeva quindi un lavoro preliminare di riconoscimento e organizzazione. Non era possibile procedere con una rimozione indistinta, perché bisognava separare ciò che doveva essere conservato da ciò che era destinato allo sgombero.


La superficie complessiva indicata era di circa 75 m². La presenza degli oggetti occupava una parte consistente degli ambienti, limitava la visibilità delle superfici e impediva di iniziare direttamente la pulizia di sgrosso.


L’appartamento si trovava al quarto piano. L’ascensore era disponibile soltanto per una parte delle operazioni e non poteva essere utilizzato per l’intero flusso della movimentazione. Una parte dei carichi doveva quindi essere trasportata attraverso le scale.


Anche il percorso esterno richiedeva organizzazione. Tra il punto di uscita, il cortile condominiale e la posizione del furgone era presente una distanza da coprire manualmente con i materiali preparati.


Prima dello sgombero, le condizioni dell’appartamento non permettevano di procedere direttamente con la tinteggiatura. Era necessario liberare gli spazi, separare i materiali, effettuare una pulizia di sgrosso e rendere accessibili pareti, soffitti e superfici.


Smontaggio e movimentazione


Non sono stati comunicati smontaggi specifici di armadi, cucine, scaffalature o altri elementi fissi. Alcuni mobili sono stati conservati secondo le indicazioni ricevute e sono quindi rimasti all’interno dell’appartamento.


La movimentazione ha interessato soprattutto gli oggetti e i materiali destinati allo sgombero. Questi sono stati selezionati, raccolti e suddivisi in sacchi distinti direttamente negli ambienti.


La preparazione sul posto ha permesso di ridurre la presenza di oggetti sciolti e di rendere più ordinato il trasferimento verso l’esterno. I sacchi venivano completati, chiusi e avviati progressivamente lungo il percorso.


L’appartamento era situato al quarto piano. L’ascensore poteva essere utilizzato soltanto per una parte delle operazioni, mentre il resto della movimentazione è stato svolto attraverso le scale.


Una volta raggiunto il piano terra, i materiali dovevano attraversare il cortile condominiale e proseguire fino alla posizione del furgone. La distanza dal mezzo aggiungeva quindi un ulteriore tratto manuale a ogni carico.


Per evitare accumuli nei pianerottoli e negli spazi comuni, la movimentazione è stata organizzata in modo cadenzato. I materiali venivano preparati all’interno, trasferiti all’esterno e caricati prima di procedere con nuovi gruppi di sacchi.


Questa sequenza ha permesso di mantenere più liberi i percorsi e di completare lo sgombero nell’arco delle due giornate previste.

Non sono stati comunicati smontaggi specifici di armadi, cucine, scaffalature o altri elementi fissi. Alcuni mobili sono stati conservati secondo le indicazioni ricevute e sono quindi rimasti all’interno dell’appartamento.


La movimentazione ha interessato soprattutto gli oggetti e i materiali destinati allo sgombero. Questi sono stati selezionati, raccolti e suddivisi in sacchi distinti direttamente negli ambienti.


La preparazione sul posto ha permesso di ridurre la presenza di oggetti sciolti e di rendere più ordinato il trasferimento verso l’esterno. I sacchi venivano completati, chiusi e avviati progressivamente lungo il percorso.


L’appartamento era situato al quarto piano. L’ascensore poteva essere utilizzato soltanto per una parte delle operazioni, mentre il resto della movimentazione è stato svolto attraverso le scale.


Una volta raggiunto il piano terra, i materiali dovevano attraversare il cortile condominiale e proseguire fino alla posizione del furgone. La distanza dal mezzo aggiungeva quindi un ulteriore tratto manuale a ogni carico.


Per evitare accumuli nei pianerottoli e negli spazi comuni, la movimentazione è stata organizzata in modo cadenzato. I materiali venivano preparati all’interno, trasferiti all’esterno e caricati prima di procedere con nuovi gruppi di sacchi.


Questa sequenza ha permesso di mantenere più liberi i percorsi e di completare lo sgombero nell’arco delle due giornate previste.


Fotografie del lavoro

Logistica e difficoltà operative


L’intervento presentava diverse condizioni logistiche da gestire. L’appartamento si trovava al quarto piano e l’ascensore poteva essere utilizzato soltanto per una parte delle operazioni.


Una quota della movimentazione è stata quindi svolta manualmente attraverso le scale. Questa condizione richiedeva di preparare carichi compatibili con il percorso e di evitare sacchi o elementi difficili da controllare nei pianerottoli.


Raggiunto il piano terra, i materiali dovevano attraversare il cortile condominiale. Il furgone non si trovava immediatamente vicino al punto di uscita, per cui ogni carico richiedeva un ulteriore tratto di trasferimento manuale.


La distanza tra appartamento e mezzo ha inciso sull’organizzazione delle due giornate dedicate allo sgombero. I materiali venivano raccolti, separati, portati al piano terra e successivamente trasferiti attraverso il cortile.


Per mantenere liberi i passaggi, il lavoro è stato effettuato con carichi progressivi. Questo sistema ha evitato di concentrare grandi quantità di sacchi nelle parti comuni.


La presenza di forti odori e le segnalazioni dei vicini rendevano inoltre importante completare le diverse fasi senza interruzioni inutili, procedendo dallo sgombero alla pulizia di sgrosso, fino alla tinteggiatura e alla pulizia conclusiva.


La durata complessiva dell’intervento dipendeva quindi sia dalla logistica sia dalla successione delle lavorazioni. L’intero lavoro si è sviluppato nell’arco di sei giornate operative, con squadre differenti in base alla fase da eseguire.

Non sono stati comunicati smontaggi specifici di armadi, cucine, scaffalature o altri elementi fissi. Alcuni mobili sono stati conservati secondo le indicazioni ricevute e sono quindi rimasti all’interno dell’appartamento.


La movimentazione ha interessato soprattutto gli oggetti e i materiali destinati allo sgombero. Questi sono stati selezionati, raccolti e suddivisi in sacchi distinti direttamente negli ambienti.


La preparazione sul posto ha permesso di ridurre la presenza di oggetti sciolti e di rendere più ordinato il trasferimento verso l’esterno. I sacchi venivano completati, chiusi e avviati progressivamente lungo il percorso.


L’appartamento era situato al quarto piano. L’ascensore poteva essere utilizzato soltanto per una parte delle operazioni, mentre il resto della movimentazione è stato svolto attraverso le scale.


Una volta raggiunto il piano terra, i materiali dovevano attraversare il cortile condominiale e proseguire fino alla posizione del furgone. La distanza dal mezzo aggiungeva quindi un ulteriore tratto manuale a ogni carico.


Per evitare accumuli nei pianerottoli e negli spazi comuni, la movimentazione è stata organizzata in modo cadenzato. I materiali venivano preparati all’interno, trasferiti all’esterno e caricati prima di procedere con nuovi gruppi di sacchi.


Questa sequenza ha permesso di mantenere più liberi i percorsi e di completare lo sgombero nell’arco delle due giornate previste.

 



Non sono stati comunicati smontaggi specifici di armadi, cucine, scaffalature o altri elementi fissi. Alcuni mobili sono stati conservati secondo le indicazioni ricevute e sono quindi rimasti all’interno dell’appartamento.


La movimentazione ha interessato soprattutto gli oggetti e i materiali destinati allo sgombero. Questi sono stati selezionati, raccolti e suddivisi in sacchi distinti direttamente negli ambienti.


La preparazione sul posto ha permesso di ridurre la presenza di oggetti sciolti e di rendere più ordinato il trasferimento verso l’esterno. I sacchi venivano completati, chiusi e avviati progressivamente lungo il percorso.


L’appartamento era situato al quarto piano. L’ascensore poteva essere utilizzato soltanto per una parte delle operazioni, mentre il resto della movimentazione è stato svolto attraverso le scale.


Una volta raggiunto il piano terra, i materiali dovevano attraversare il cortile condominiale e proseguire fino alla posizione del furgone. La distanza dal mezzo aggiungeva quindi un ulteriore tratto manuale a ogni carico.


Per evitare accumuli nei pianerottoli e negli spazi comuni, la movimentazione è stata organizzata in modo cadenzato. I materiali venivano preparati all’interno, trasferiti all’esterno e caricati prima di procedere con nuovi gruppi di sacchi.


Questa sequenza ha permesso di mantenere più liberi i percorsi e di completare lo sgombero nell’arco delle due giornate previste.


Pulizia finale


 

La pulizia è stata eseguita in due momenti distinti.


Dopo le due giornate di sgombero, tre addetti hanno effettuato una giornata di pulizia di sgrosso. Questa fase ha interessato gli ambienti liberati e ha permesso di rimuovere lo sporco e i residui rimasti dopo la movimentazione.


La pulizia di sgrosso ha inoltre preparato l’appartamento alle successive lavorazioni di tinteggiatura di soffitti e pareti.


Dopo due giornate dedicate alla pittura, due addetti hanno eseguito una seconda giornata di pulizia.


La lavorazione conclusiva ha riguardato la raccolta dei residui prodotti durante l’imbiancatura e la sistemazione generale degli ambienti.


Non sono state comunicate operazioni specifiche di sanificazione, sterilizzazione o trattamenti specialistici. Non viene quindi affermato che gli odori siano stati eliminati definitivamente. Il risultato pubblicabile riguarda lo sgrosso, la tinteggiatura e la pulizia finale dichiarati.


Risultato finale


 

Al termine dell’intervento, l’appartamento risultava liberato dagli oggetti che non dovevano essere conservati. I mobili indicati sono rimasti all’interno, mentre il resto del contenuto è stato selezionato, raccolto e rimosso.


La liberazione progressiva delle stanze ha reso nuovamente accessibili i passaggi, le pareti, i soffitti e le altre superfici precedentemente coperte o difficili da raggiungere.


Dopo lo sgombero è stata eseguita una pulizia di sgrosso, necessaria per rimuovere lo sporco e i residui presenti negli ambienti ormai liberi.


Soffitti e pareti sono stati successivamente tinteggiati nell’arco di due giornate. Questa fase ha migliorato l’aspetto generale dell’appartamento e ha completato il ripristino visivo degli ambienti.


Una seconda squadra ha infine eseguito la pulizia dopo l’imbiancatura. Gli spazi sono stati lasciati ordinati e privi dei principali residui prodotti durante le lavorazioni.


Il risultato finale riguarda quindi un intervento completo composto da sgombero, pulizia di sgrosso, tinteggiatura e pulizia conclusiva.


L’appartamento risultava nuovamente fruibile, con passaggi liberi, superfici accessibili, pareti tinteggiate e ambienti complessivamente più ordinati.


L’intervento ha inoltre affrontato le condizioni che avevano determinato la richiesta dei parenti e le segnalazioni dei vicini, senza però utilizzare affermazioni assolute sull’eliminazione permanente degli odori.


Perché l’intervento è stato particolare


L’intervento è stato particolare per la combinazione di più lavorazioni consecutive all’interno dello stesso appartamento e per la situazione che ne aveva determinato la richiesta.


I parenti avevano contattato la società dopo la presenza di forti odori provenienti dall’abitazione e a seguito dei reclami ricevuti dai vicini. Era quindi necessario intervenire non soltanto per rimuovere gli oggetti accumulati, ma anche per rendere gli ambienti nuovamente accessibili e predisporli a una lavorazione completa.


Il lavoro non si è limitato allo sgombero. Dopo la rimozione degli ingombri è stata necessaria una pulizia di sgrosso, seguita dalla tinteggiatura di soffitti e pareti e da una nuova pulizia dopo l’imbiancatura.


Le attività hanno coinvolto squadre differenti: quattro addetti per lo sgombero, tre per lo sgrosso, tre per la tinteggiatura e due per la pulizia conclusiva.


Anche la logistica ha richiesto attenzione. L’appartamento si trovava al quarto piano, l’ascensore era utilizzabile soltanto parzialmente e una parte della movimentazione doveva avvenire attraverso le scale.


Il cortile condominiale e la distanza del furgone dal punto di uscita aggiungevano un ulteriore tratto manuale a ogni carico.


L’organizzazione in sei giornate consecutive ha permesso di completare ogni fase nell’ordine corretto, senza sovrapporre lo sgombero alle lavorazioni di pulizia e tinteggiatura.


Servizio collegato

Questo intervento è collegato al servizio specifico utilizzato per organizzare e completare il lavoro.

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